I nomi delle stelle

Come si assegna il nome ad una stella


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Quale origine ha il nome di una stella? Le stelle più brillanti o più interessanti dal punto di vista astronomico possiedono di solito un nome vero e proprio, per lo più di origine araba, oppure derivato dal latino o dall'inglese.

Molte stelle (che abbiano o no un nome proprio) sono denominate secondo la nomenclatura di Bayer o quella di Flamsteed. La maggior parte delle stelle però, ossia quelle meno brillanti e quasi tutte quelle invisibili ad occhio nudo, vengono identificate esclusivamente attraverso delle sigle, chiamate numeri di catalogo.

Secondo la nomenclatura di Bayer (dall'astronomo tedesco Johann Bayer, 1572-1625), ad ogni stella appartenente a una certa costellazione si assegna un nome formato da una lettera greca, seguita dal genitivo latino del nome della costellazione; le lettere greche vengono assegnate in base alla luminosità della stella, così Alfa Arietis è la stella più luminosa dell'Ariete, Beta Arietis è la seconda e così via. Questa regola possiede comunque numerose eccezioni. Talvolta la sequenza delle lettere greche non rispetta il reale ordine di luminosità decrescente (per esempio Beta Aquarii è più luminosa di Alfa); altre volte i moderni confini delle costellazioni hanno portato a nomi doppi o con il genitivo della costellazione sbagliata. A causa del limitato numero di lettere greche disponibili, il sistema è stato successivamente esteso alle lettere latine, prima minuscole e poi maiuscole, fino alla lettera Q; queste ultime restano tuttavia poco utilizzate (ad esempio h Persei o P Cygni). Infine vengono utilizzati talvolta dei suffissi numerici per distinguere più stelle con la stessa lettera di Bayer (si tratta di solito di stelle doppie, anche se per lo più di doppie solo apparenti), come accade per esempio per la catena di stelle n1, n2, n3, n4, n5 e n6 in Orione.
l'Uranometria di Bayer
Fig.1 - L'Uranometria di Bayer

Secondo la nomenclatura di Flamsteed (dall'astronomo inglese John Flamsteed, 1646-1719), invece delle lettere greche, ad ogni stella di una costellazione viene assegnato un numero progressivo, a partire da 1, in base alla sua posizione all'interno della costellazione stessa (secondo l'ordine crescente di Ascensione Retta, la coordinata del cielo analoga alla longitudine geografica); alcuni esempi sono 51 Pegasi o 41 Arietis. Anche questa regola presenta diverse eccezioni, dovute ai moderni confini delle costellazioni, ma anche agli effetti della precessione e del moto proprio delle stelle, che hanno determinato in alcune aree un ordine errato delle stelle. Il catalogo di Flamsteed comprende anche stelle meno luminose di quelle di Bayer, tuttavia per motivi storici comprende solo le stelle visibili dalla Gran Bretagna.

Alle stelle variabili (incluse le novae e le supernovae) vengono assegnati dei nomi particolari, utilizzando combinazioni di lettere e numeri, secondo una sequenza dovuta essenzialmente a motivi storici; la progressiva scoperta di nuove stelle di questo tipo all'interno di ogni costellazione, ha infatti richiesto continue modifiche ed estensioni delle serie di lettere previste per indicare queste stelle. E' così che si parte dalla lettera R e si arriva a Z, quindi si riparte con RR, RS, fino a ZZ, dopodiché si segue il criterio della doppia lettera da AA..AZ fino a QZ, quindi si inizia la serie moderna costituita dalla lettera V, seguita da un numero progressivo che parte da 335 (poiché le serie precedenti danno in totale 334 combinazioni).

Per l'identificazione di una stella in assenza dei metodi descritti, vengono utilizzati i numeri di catalogo, riportati nei cataloghi stellari (come ad esempio il catalogo Tycho), alcuni dei quali arrivano a contemplare circa un miliardo di oggetti. Questi cataloghi moderni sono stati compilati utilizzando i dati provenienti dai satelliti astrometrici, lanciati in orbita per poter osservare il cielo senza il disturbo dell'atmosfera.
Vega
Fig.2 - Vega

Una stella può dunque avere diversi 'nomi', a seconda dei diversi cataloghi in cui è stata catalogata: ad esempio una stella luminosa e famosa come Vega nella Lira possiede, oltre al nome proprio, una lettera di Bayer (Alfa Lyrae), un numero di Flamsteed (3 Lyrae), oltre ad un numero Tycho (3105-2070-1) ed un numero Hipparcos (91262).

E voi, potete dare il nome ad una stella?
Attualmente non è possibile battezzare una stella in modo ufficiale, con il proprio nome o con quello di una persona cara: in altre parole, l'Unione Astronomica Internazionale (IAU) non ne terrà conto.