Vergine

Le costellazioni (23 agosto - 22 settembre)

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La costellazione della Vergine

Con i suoi 1294 gradi quadrati, quella della Vergine è la più grande delle costellazioni zodiacali, e la seconda in assoluto del cielo dopo l'Idra. Visibile in primavera (e a notte fonda in inverno), è riconoscibile per la sua stella principale Spica, che insieme ad Arturo nel Boote e a Denebola nel Leone fa parte del cosiddetto triangolo primaverile.
Spica (Alfa Virginis) è una stella azzurra di magnitudine 0,96, che dista dalla Terra 262 anni-luce. Si tratta in realtà di una stella doppia, o meglio di una doppia spettroscopica, cioè un sistema binario le cui componenti non possono essere risolte al telescopio perché troppo vicine.

La seconda stella più luminosa non è Beta ma Gamma (o Porrima), una stella doppia distante da noi appena 39 anni-luce, e di magnitudine 2,74. Vi è poi Vindemiatrix (Eta), una stella gialla di magnitudine 2,85, e distante 102 anni-luce.

Nella costellazione della Vergine è stato scoperto nel 1996 un pianeta extrasolare, orbitante intorno alla stella 70 Virginis, una nana gialla che dista 59 anni-luce da noi. Si tratta però di un pianeta enorme (la sua massa è sette volte quella di Giove!) e dunque inadatto ad ospitare la vita.

La Vergine ospita molte galassie. La più appariscente e famosa è la galassia Sombrero (M104), una galassia a spirale simile alla nostra, distante da noi 28 milioni di anni-luce, visibile già con piccoli telescopi (è di magnitudine 8) e caratteristica perché si pone alla nostra vista di taglio, con la parte centrale oscurata da una fascia di polvere.
La galassia Sombrero (M 104)
La galassia Sombrero (telescopio spaziale Hubble).

Nella parte nord della costellazione, in direzione della Chioma di Berenice, troviamo invece un ammasso di galassie, detto Ammasso della Vergine. Si tratta di un enorme ammasso, che comprende moltissime galassie (circa 2.000). Questo ammasso, insieme al Gruppo locale di cui fa parte la nostra galassia, rientra nel cosiddetto Superammasso Locale. Attratto dalla sua grande massa, il nostro Gruppo locale (e noi con esso!) si sta avvicinando all'Ammasso della Vergine alla velocità di circa 200 metri al secondo.
La galassia più grande dell'Ammasso della Vergine è M 87 (o Virgo A), una delle più grandi conosciute. Essa contiene un enorme numero di ammassi globulari (circa 15.000).
La galassia Virgo A (M 87)
La galassia Virgo A.

Al centro della galassia si dovrebbe trovare un enorme buco nero, o almeno questa si ritiene sia la causa dell'incredibile emissione di materia (oltre che di onde radio e raggi X) che dal centro della galassia si protende per 5.000 anni-luce. Il buco nero dovrebbe avere una massa pari a tre miliardi di masse solari.
Il getto della galassia Virgo A (M 87)
Il getto proveniente dalla galassia Virgo A.

Nella Vergine si trova anche il quasar più luminoso del cielo, 3C 273. Scoperto nel 1959, era all'epoca l'oggetto più lontano conosciuto. I quasar sono potentissime sorgenti di energia. 3C 273 si trova a circa 3 miliardi di anni luce di distanza, eppure è di magnitudine 13. La sua luminosità assoluta è pari a quella di mille galassie!

Mitologia

Il tema della vergine nella mitologia è associato in molte culture al ciclo delle stagioni e del raccolto. Vergini sono le madri di divinità come l'indo-persiano Mitra (o Mithra).
Ahahita
Ahahita, la vergine madre del dio Mitra.
All'origine della dea-vergine vi è l'antico culto della Grande Madre, la dea che rappresenta la forza primordiale della natura.
La costellazione della Vergine è stata associata a diverse dee, tra cui Astarte (la Grande Madre fenicia e cananea), I¨tar (la dea dell'amore e della guerra nella mitologia mesopotamica), Cibele (la Grande Madre anatolica), Demetra (la Madre Terra dei Greci), Iside (la dea egizia della maternità e della fertilità), Cerere (dea romana della terra e della fertilità), ecc.
Iside e Horus
Iside, la Dea Madre, nutre il figlio Horus. Si nota sulla testa il disco solare.

Oltre che a Demetra, la Vergine è associata a sua figlia Persefone: rapita da Ade e costretta a passare sei mesi l'anno nell'Oltretomba, e dunque associata alla costellazione che diventa visibile in primavera. La madre Demetra ogni anno accoglieva il ritorno della figlia sulla terra, facendo rifiorire la natura.
Il ritorno di Persefone
Frederic Leighton -Il ritorno di Persefone.

La connessione tra la costellazione e i raccolti, dovuta al fatto che duemila anni fa il Sole si trovava nella Vergine nel mese di settembre, è evidente dal nome della sua stella più luminosa, Spica (la spiga di grano), e la connessione con la vendemmia dalla stella Vindemiatrix.

Al tema delle stagioni e dunque dell'ordine del tempo si connette il tema della giustizia, se già il filosofo greco Anassimandro diceva: "Principio degli esseri è l'infinito... da dove infatti gli esseri hanno origine, lì hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo". In questo senso la costellazione della Vergine è associata ad Astrea, la dea, figlia di Zeus e di Temi, che all'inizio dell'età dell'oro scese tra i mortali per diffondere i principi di giustizia e bontà. Ma all'inizio dell'età del ferro, indignata per la degenerazione del genere umano, salì in cielo e divenne la costellazione della Vergine. Lo strumento della giustizia da lei portato divenne la vicina costellazione della Bilancia.
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