Orione

Le costellazioni

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La costellazione di Orione

La costellazione di Orione è una delle più belle e famose del nostro cielo. Tipica delle notti invernali, spicca con il famoso e ben riconoscibile asterismo della "cintura" di Orione, ai cui lati si trovano due stelle di grande fama, le bellissime e luminosissime Betelgeuse e Rigel.
Orione con i confini e le stelle principali
Orione con le stelle e gli asterismi principali

Betelgeuse, o Alfa Orionis, è una stella molto luminosa di colore rosso; di magnitudine apparente media 0,43, è una delle dieci stelle più luminose del cielo.
Considerando la sua distanza (circa 600 anni-luce dalla Terra) si tratta in termini assoluti di una delle più grandi e luminose stelle conosciute: si stima che il suo raggio sia mille volte quello del Sole!
Questa colossale supergigante rossa ha una luminosità variabile, dovuta all'instabilità dei suoi strati esterni. Si trova negli ultimi stadi della sua vita, per cui probabilmente è destinata ad esplodere come supernova entro alcune migliaia di anni.
Betelgeuse
La supergigante rossa Betelgeuse

Nonostante le sia stato attribuito il nome ordinale di Beta Orionis, la stella più luminosa della costellazione è oggi Rigel, una supergigante azzurra di magnitudine apparente 0,15. Anche Rigel, come Betelgeuse, è una stella di dimensioni colossali. Il suo colore blu è dovuto alla temperatura decisamente più elevata (11.000 gradi Kelvin, contro i 3.500 di Betelgeuse).
Rigel e Betelgeuse si trovano in posizioni opposte rispetto alle tre stelle che formano la spada di Orione. Il contrasto tra i colori delle due stelle, rilevabile anche ad occhio nudo, è una delle attrazioni della costellazione di Orione.
Rigel si trova in una zona ricca di nebulose, e con la sua luce illumina la nebulosa detta "testa di strega".
Rigel
Rigel e la nebulosa "testa di strega"

La terza stella più luminosa della costellazione è Bellatrix (Gamma Orionis), una stella azzurra di magnitudine 1,62, che forma la spalla del gigante.

La cintura di Orione è formata da tre stelle allineate, chiamate per tradizione anche "I tre Re" o "I Re Magi". Esse sono Alnitak (Zeta Orionis), Alnilam (Epsilon Orionis) e Mintaka (Delta Orionis).

La spada di Orione, a sud della cintura, si trova in corrispondenza dell'equatore celeste ed è formata da tre stelle poste in direzione nord-sud: 42 Orionis, Theta Orionis (l'ammasso del Trapezio), e Iota Orionis (Nair al Saif).
Le stelle principali di Orione
Le stelle e gli asterismi principali di Orione

Al centro della spada, in corrispondenza di Theta Orionis, si trova la famosa nebulosa di Orione (M42), una brillante nebulosa diffusa (la più splendente del cielo, visibile già ad occhio nudo) che si estende per 24 anni-luce, e rappresenta la regione di formazione stellare più vicina a noi (dista circa 1600 anni-luce).
Nebulosa di Orione
La nebulosa di Orione

Poco a sud di Alnitak, la stella più ad est (e dunque più a sinistra) della cintura di Orione, si trova un'altra famosa nebulosa, anche se invisibile ad occhio nudo, detta "testa di cavallo".
Nebulosa Testa di cavallo
La nebulosa "testa di cavallo"

Mitologia


Nota già ai Sumeri, la costellazione di Orione veniva rappresentata come l'eroe Gilgamesh che affrontava in cielo il toro, l'animale rappresentato dalla costellazione zodiacale confinante ad ovest.
Gilgamesh e il Toro
Gilgamesh uccide il Toro del Cielo

La mitologia greca ci ricorda che Orione era il figlio del dio del mare Poseidone, che gli aveva dato il potere di camminare sulle acque. Omero lo raffigura come un cacciatore, e in effetti in cielo a breve distanza da Orione si trovano le due costellazioni del Cane Maggiore e del Cane Minore, i due cani che seguono il cacciatore all'inseguimento della Lepre (costellazione confinante con Orione).
Una volta Orione si innamorò delle sette figlie di Atlante, le Pleiadi, che per sfuggire alle sue attenzioni chiesero a Zeus di essere sistemate tra le stelle. Zeus le accontentò, così che ancora oggi, ogni notte, Orione insegue le Pleiadi, che si trovano nella costellazione del Toro.
Alcuni miti raccontano della morte di Orione a causa di uno scorpione, per volontà di Artemide, dea della caccia, desiderosa di punirlo perché si era vantato di essere in grado di cacciare qualsiasi animale. Mossi a compassione, gli dei tramutarono Orione e lo Scorpione in costellazioni, ma ancora oggi il cacciatore fugge l'animale, dal momento che si trova dalla parte opposta del cielo, e dunque tramonta quando quello sorge.

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